Quando il Covid-19 ha fatto irruzione nelle nostre vite sconvolgendo la nostra quotidianità, abbiamo subito imparato a riconoscere i primi sintomi della malattia per rivolgerci con tempestività al medico. In quella prima fase, quando i vaccini non erano ancora disponibili, la paura di essere stati contagiati e di avere seri problemi respiratori era tangibile e se qualcuno diceva di non sentire più odori e sapori scattava il panico. Oggi il virus è cambiato molto e la variante Omicron, che sembra essere la penultima variante in circolazione, dà sintomi molto simili a quelli di un comune raffreddore, è molto più infettiva rispetto alle varianti che l’anno preceduta e, coinvolgendo soprattutto il tratto superiore dell’apparato respiratorio, dà meno problemi ai polmoni. Ma quali sono nello specifico i sintomi di Omicron ai quali è necessario prestare attenzione? Eccoli qui!

Tempi di manifestazione 

Rispetto alle altre varianti, Omicron sembra avere tempi di manifestazione molto più brevi. Dal contagio alla manifestazione dei primi sintomi trascorrono mediamente tre giorni, due in meno rispetto alla variante Delta che ne richiedeva almeno cinque. Altra differenza è che, mentre Delta era meno contagiosa ma più aggressiva, Omicron è molto più contagiosa ma, manifestandosi con sintomi tutto sommato più blandi, fa registrare ricoveri e decessi in numero ridotto rispetto agli inizia della pandemia.

Mal di schiena 

Le prime segnalazioni della variante Omicron da parte dei medici del Sudafrica facevano riferimento a sintomi come il mal di schiena e dolori muscolari diffusi o localizzati. Sintomo confermato anche da molti contagiati in Europa e in USA. Spesso, insieme ai sintomi dell’influenza, molti hanno raccontato di essere stati costretti a letto per forti mal di schiena e mialgie.

Naso che cola

Secondo gli esperti, costantemente impegnati nella raccolta e nello studio dei dati, uno dei sintomi più comuni di Omicron è il naso che cola. Il sintomo può essere facilmente confuso con quello di un comune al raffreddore, ma – soprattutto nel Regno Unito dove i contagi sono esplosi negli ultimi mesi – è stata indicato come segno quasi certo del contagio di Omicron.

Tosse e mal di gola

Se ciò che contraddistingueva le prime varianti era la seria difficoltà a respirare, i contagiati da Omicron raccontano una forte tosse che molti non avevano mai sperimentato prima. Omicron si caratterizza anche per dei fortissimi mal di gola che, fortunatamente, sembrano durare solo pochi giorni. 

Parosmia

Nel primo periodo della pandemia “non sento gli odori” è stato il mantra di chiunque si fosse contagiato, ma con Omicron il sintomo si è evoluto. Non si parla più di anosmia (totale mancanza di percezione degli odori e dei sapori), ma di parosmia ossia un’anomalia dell’olfatto per cui gli odori che prima erano percepiti come piacevoli (ad esempio, l’odore dello shampoo preferito, di un profumo, di un buon piatto pronto da gustare) improvvisamente diventano sgradevoli e nauseabondi. E questo sintomo persiste anche a distanza di settimane dalla guarigione.

Stanchezza e affaticamento

Il senso di stanchezza e di affaticamento sono i sintomi rimasti costanti in tutte le varianti del Covid-19 e che potrebbe essere un campanello d’allarme per distinguere Omicron da un comune raffreddore. Anche lavori che prima si svolgevano con estrema disinvoltura, durante e dopo la malattia sembrano richiedere uno sforzo enorme. 

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